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Sulle rive del Po tra Bizantini e Longobardi (VI sec. d.C.) il grande tesoro di piccole monete di Brescello
Sabato 24 settembre p.v. alle ore 17,30 presso il Museo Civico “Carlo Verri” Via S.Martino 9, Biassono (MB) verrà inaugurata la mostra:
Sulle rive del Po tra Bizantini e Longobardi (VI sec. d.C.) il grande tesoro di piccole monete di Brescello (RE)
La mostra sarà visitabile dal 24/9/2011 al 29/1/2012 durante gli orari di apertira del Museo.
venerdi dalle ore 9.30 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.30 sabato dalle ore 15.00 alle ore 19.30.
Apertura su richiesta telefonando al numero 3343422482
Il ripostiglio di monete di Brescello, fortunosamente ritrovato al Museo di Biassono, composto da 254 monete di rame di piccolo diametro (9 – 10 mm.), ci porta a conoscere un’epoca della nostra storia molto tribolata e di decadenza estrema. Dai fasti dell’Impero Romano alle invasioni barbariche e alla perdita di tutto, libertà e averi. L’arrivo dei Longobardi (568 d.C.) segue di pochi anni la guerra tra bizantini e Ostrogoti che già aveva devastato le nostre terre. I Longobardi in pochi anni vinsero le resistenze bizantine e occuparono duramente l’Italia del Nord.
Il re Alboino e Clefi, il suo successore, furono assassinati e per dieci anni (574-584) l’Italia fu in preda all’anarchia e delle violenze dei vari duchi longobardi. Solo alla fine, con la nomina del re Autari (584) e poi di Agilulfo (590), sposi della Regina Teodolinda, la Longobardia tornò unita.
In quegli anni la Chiesa fu l’unico riferimento per gli smarriti Italiani.
Scomparsa ogni funzione amministrativa fu la Pieve cristiana a sostituirsi al pago romano. Per mantenere l’uso della moneta, ormai scomparsa per mancanza di una zecca ufficiale, alcune autorità locali, forse i Vescovi, coniarono piccoli nummi di emergenza, una sorta di moneta di necessità, cercando di imitare o contraffare la vecchia moneta romana. Una vecchia e consunta moneta romana presente nel ripostiglio di Brescello. I conii riportano da un lato un appena accennato volto dell’imperatore accompagnato da una pseudo legenda, e dall’altra parte una Croce in ghirlanda.
Le immagini sono rozzissime, realizzate con conii tagliati da mani inesperte. A volte si intuisce appena la forma e il significato dell’immagine impressa.
Un nummo di Brescello dove la Croce assume la forma di un reticolo
Queste monetine, di valore infimo, erano le uniche che il popolo “romano”, spogliato dagli invasori, poteva ancora utilizzare per i suoi pochi e poveri scambi commerciali, forse quasi unicamente destinati all’alimentazione.
Vi aspettiamo numerosi. Diego